Titans : la série où Dick Grayson quitte Robin pour devenir Nightwing

Titans: la serie in cui Dick Grayson lascia Robin per diventare Nightwing

La risposta in breve

Titans è una serie sviluppata da Akiva Goldsman, Geoff Johns e Greg Berlanti. Conta quattro stagioni e 49 episodi, trasmessi dal 2018 al 2023, prima su DC Universe poi su HBO Max. Brenton Thwaites interpreta Dick Grayson, Robin e poi Nightwing.

Una serie sull'aiutante, non sul mentore

È la scommessa di partenza, e spiega più o meno tutto il resto. Titans non racconta Il Cavaliere Oscuro: racconta chi è cresciuto accanto a lui e cerca di staccarsene. Il personaggio centrale è Dick Grayson, interpretato da Brenton Thwaites, prima Robin poi Nightwing.

Questa scelta non ha nulla di ovvio per una produzione televisiva. Mettere al centro un personaggio la cui identità si definisce rispetto a un altro obbliga ad affrontare frontalmente una domanda che i fumetti hanno impiegato decenni a risolvere: che ne è di un aiutante quando cresce? Il dossier sugli aiutanti mostra quanto questa transizione abbia strutturato tutta la famiglia.

Il titolo stesso indica la direzione. Non si tratta di una declinazione del nome del mentore, ma di una squadra autonoma. Per uno spettatore che conosce solo i film, è una porta d'ingresso insolita in questo universo — ed è proprio questo a renderla interessante.

Bisogna anche ricollocare questa scelta nella sua epoca. Nel momento in cui la serie parte, le produzioni televisive tratte da questo editore si moltiplicano e si assomigliano molto: stesso formato, stesso tono, spesso la stessa squadra di produzione. Prendere come eroe un personaggio che rifiuta il proprio ruolo iniziale è un modo per distinguersi in un panorama saturo, e dà alla serie una tonalità più cupa di quella delle sue contemporanee.

Il personaggio centrale

Dick Grayson, interpretato da Brenton Thwaites.

L'argomento

L'emancipazione di un aiutante diventato adulto, non le indagini del mentore.

I creatori

Akiva Goldsman, Geoff Johns e Greg Berlanti.

Quattro stagioni, due emittenti, cinque anni

Il percorso di distribuzione merita di essere dettagliato, perché spiega perché molti spettatori italiani hanno perso il filo per strada. La prima stagione va in onda dal 12 ottobre al 21 dicembre 2018, su DC Universe. La seconda segue dal 6 settembre al 29 novembre 2019, sulla stessa piattaforma.

Poi la serie cambia casa. La terza stagione, trasmessa dal 12 agosto al 21 ottobre 2021, passa su HBO Max. Questo tipo di passaggio, frequente in quel periodo, ha spesso rotto l'abitudine degli spettatori — non si ritrova una serie nello stesso posto, quindi non la si ritrova affatto.

La quarta stagione, l'ultima, è divisa in due parti da sei episodi: la prima a partire dal 3 novembre 2022, la seconda a partire dal 13 aprile 2023, con un finale l'11 maggio 2023. In totale, quattro stagioni e 49 episodi.

Questa instabilità di distribuzione non è esclusiva di questa serie, ma le è costata particolarmente cara. Una produzione che cambia piattaforma a metà strada perde meccanicamente una parte del suo pubblico, che non la cerca dove è finita. È un fenomeno che si ritrova in altri adattamenti dello stesso periodo, anche sul grande schermo: il caso della trasmissione televisiva del film del 2022 in Francia mostra quanto il canale conti tanto quanto il contenuto.

Il calendario completo

Stagione 112 ottobre – 21 dicembre 2018, DC Universe
Stagione 26 settembre – 29 novembre 2019, DC Universe
Stagione 312 agosto – 21 ottobre 2021, HBO Max
Stagione 4, parte 1a partire dal 3 novembre 2022
Stagione 4, parte 2dal 13 aprile all'11 maggio 2023
Totale4 stagioni, 49 episodi
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Un cast corale, non un eroe solitario

Una serie corale si giudica dal suo cast, e questo è ampio. Attorno a Brenton Thwaites, i ruoli principali sono tenuti da Anna Diop, Teagan Croft, Ryan Potter, Curran Walters, Conor Leslie, Minka Kelly, Alan Ritchson, Chelsea Zhang, Joshua Orpin ed Esai Morales.

Questa dimensione del cast ha una conseguenza diretta sulla scrittura. Un racconto con un solo eroe avanza per indagini; un racconto corale avanza per relazioni. Le stagioni si costruiscono quindi attorno a tensioni interne piuttosto che a casi da risolvere, il che spiazza gli spettatori venuti a cercare un formato poliziesco.

È una differenza di natura rispetto alle produzioni centrate su Gotham City, come mostrano la serie dedicata alle origini del mito o quella dedicata al Pinguino. Queste ultime restano racconti di città; Titans è un racconto di gruppo.

Un cast di queste dimensioni ha anche un costo narrativo che bisogna accettare. Ogni personaggio reclama tempo di scena, e una stagione da dodici episodi non può onorare tutto: alcuni archi avanzano a singhiozzo, altri si interrompono. È il difetto strutturale di questo formato, e spiega una parte dei rimproveri rivolti alla serie dagli spettatori venuti per un personaggio in particolare.

1
Un nome di richiamo Brenton Thwaites nel ruolo di Dick Grayson.
2
Un cast ampio Dieci ruoli principali censiti attorno a lui.
3
Un motore diverso Le relazioni interne alla squadra, più che l'indagine.
4
Un formato seriale Stagioni che si seguono, non episodi autonomi.

Perché questa serie conta per chi si interessa a Batman

Si potrebbe credere che una serie senza Il Cavaliere Oscuro abbia solo un interesse marginale per i suoi lettori. Accade l'inverso, per una ragione precisa: è una delle rare produzioni live action a trattare seriamente la generazione successiva.

Al cinema, gli aiutanti sono o assenti, o ridotti a un ruolo di contorno. La cronologia dei film lo mostra bene: su decenni di produzioni, pochissime concedono un vero spazio alla famiglia allargata. Una serie di quattro stagioni cambia completamente la scala del tempo concesso a questi personaggi.

Vale anche per le figure meno note al grande pubblico. Un formato lungo permette di sviluppare personaggi che i film non avrebbero mai il tempo di installare, e il panorama dei personaggi dell'universo ricorda quanto questa galleria sia vasta.

C'è una seconda ragione, più tecnica. I film dispongono di due ore per installare un universo, il che li obbliga ad appoggiarsi su ciò che il pubblico conosce già. Una serie, invece, può dedicare un intero episodio a un personaggio secondario senza mettere a rischio il racconto principale. È l'unica configurazione in cui figure come il figlio di Bruce Wayne o i membri meno noti della famiglia possono esistere altrimenti che in un'apparizione.

Il punto chiave

Il suo interesse non viene da ciò che mostra del mentore, ma dal tempo che concede a chi viene dopo di lui.

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Ciò che la serie cambia nella figura di Nightwing

Il passaggio da Robin a Nightwing è il cuore del progetto, ed è anche ciò che gli dà il suo valore documentario per un lettore di fumetti. Sulla carta, questa transizione è un momento fondativo, ma è raccontata in pochi numeri. Sullo schermo, diventa un arco disteso su intere stagioni.

Questo allungamento cambia la natura dell'episodio. Ciò che era una decisione diventa un processo, con esitazioni, passi indietro e conseguenze su chi gli sta attorno. Il confronto tra le due identità aiuta a misurare ciò che ciascuna implica, e la serie ne fa il suo argomento principale piuttosto che una tappa.

Per gli spettatori che si perdono tra i diversi portatori del costume rosso e verde, l'elenco di tutti i Robin rimette ordine, e il ritratto del terzo di loro mostra che ogni generazione ha una logica propria.

Questo lavoro sull'identità raggiunge una domanda che attraversa tutto l'universo: un costume definisce chi lo porta, o è il contrario? L'evoluzione del costume del mentore mostra che anche da lui l'abito ha cambiato senso con le epoche. Nell'aiutante, il cambiamento è ancora più radicale, poiché non si tratta di aggiustare una silhouette ma di abbandonarne una per inventarne un'altra.

Luoghi comuni

  • Batman sarebbe il personaggio principale. No: la serie segue Dick Grayson, e il mentore non è al centro.
  • Sarebbe trasmessa su una sola piattaforma. Le prime due stagioni sono su DC Universe, le successive su HBO Max.
  • Conterebbe più stagioni. Si ferma dopo quattro stagioni e 49 episodi, nel maggio 2023.

A chi si rivolge davvero questa serie

Bisogna essere onesti sul pubblico di riferimento, perché i malintesi sono frequenti. Uno spettatore che cerca un'indagine notturna in una città gotica non troverà ciò che cerca: il tono è più seriale, più rivolto ai personaggi e ai loro conflitti che al crimine.

Al contrario, per chi si interessa alla famiglia allargata e alle sue dinamiche, è una delle rare occasioni di vedere questi personaggi esistere nel tempo in live action. Il formato permette archi lunghi, cambi di identità, rotture che reggono su più stagioni.

Per gli appassionati di animazione, il confronto è istruttivo. Il panorama delle serie animate mostra che questi stessi personaggi sono stati spesso serviti meglio dal disegno, dove l'assenza di vincoli di produzione autorizza racconti più ampi.

Una parola infine sull'accoglienza, perché è stata contrastata e questo merita di essere detto onestamente. Una parte del pubblico ha rimproverato alla serie il tono cupo e la violenza, un'altra le ha riconosciuto il merito di non trattare questi personaggi come un programma per bambini. Le due letture si difendono entrambe, e dipendono soprattutto da ciò che lo spettatore si aspettava lanciando il primo episodio.

In sintesi

Da vedere per la famiglia allargata e gli archi lunghi. Da evitare se si cerca un racconto d'indagine urbana.

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Come guardarla, e in quale ordine

Il modo più semplice resta l'ordine di trasmissione, stagione dopo stagione. La serie è seriale: cominciare dal mezzo non ha senso, e gli archi dei personaggi presuppongono di aver visto ciò che precede. Quattro stagioni sono una durata ragionevole rispetto a molte produzioni dello stesso periodo.

Una precauzione utile: il taglio dell'ultima stagione in due parti, con diversi mesi di distanza, ha destabilizzato una parte del pubblico all'epoca. In recupero, questa difficoltà scompare — i dodici episodi si susseguono come una stagione normale.

Infine, per collegare questa serie al resto dell'universo, la guida alla Justice League permette di situare le squadre le une rispetto alle altre, e l'elenco dei cast dà le corrispondenze tra attori e ruoli da una produzione all'altra.

Per gli spettatori italiani, un'ultima difficoltà merita di essere segnalata: la disponibilità della serie è variata molto a seconda dei paesi e dei periodi, secondo gli accordi di distribuzione. Questo spiega perché resti meno conosciuta in Italia di produzioni comparabili, mentre copre una parte dell'universo che nessun'altra ha trattato su questa durata.

L'ordine giusto

Nell'ordine di trasmissione, senza saltare stagioni. E in recupero, il taglio dell'ultima stagione non pone più alcun problema.

Prolungare l'universo a casa tua

Una serie lunga ha un effetto particolare sulla voglia di oggetti: ci si affeziona meno a un film che a personaggi frequentati per decine di ore. Per questo le serie producono spesso collezioni più personali dei film, centrate su una figura precisa piuttosto che su un logo generale.

Una serie centrata sugli aiutanti fa venire voglia di altro che del nero integrale. I costumi Robin e Nightwing coprono precisamente questa famiglia, e le action figure permettono di riunirla in volume.

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Il riflesso giusto

Quando una collezione si apre agli aiutanti, guadagna in colore e perde in monotonia. È il momento di introdurre il rosso e il blu.

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Domande frequenti sulla serie Titans

Quante stagioni conta Titans?

Quattro stagioni, per un totale di 49 episodi, trasmesse dal 2018 al 2023.

Chi interpreta Dick Grayson?

Brenton Thwaites. Interpreta il personaggio nella sua identità di Robin e poi in quella di Nightwing.

Dove è stata trasmessa la serie?

Le prime due stagioni su DC Universe, a partire dal 12 ottobre 2018 e poi dal 6 settembre 2019. La terza e la quarta su HBO Max, a partire dal 12 agosto 2021 e poi dal 3 novembre 2022.

Quando si è conclusa?

L'11 maggio 2023, alla fine della seconda parte della quarta stagione, la cui trasmissione era ripresa il 13 aprile 2023.

Bisogna aver letto i fumetti per seguirla?

No. La serie installa i suoi personaggi senza presupporre conoscenze pregresse, e uno spettatore venuto dai film può cominciarla direttamente. Conoscere i fumetti cambia soprattutto la lettura delle scelte di adattamento, ma non condiziona la comprensione.

Chi ha creato la serie?

Akiva Goldsman, Geoff Johns e Greg Berlanti, per una produzione DC Entertainment.

Quattro stagioni per raccontare ciò che i fumetti liquidavano in pochi numeri: il giorno in cui un aiutante smette di esserlo. È l'unico posto, in live action, dove questa transizione ha avuto il tempo di esistere.

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